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3月28日 ElezioniIl tema dell’ elezioni politiche ci avvolge a 360 gradi, dai mass media ai cartelloni elettorali che “abbelliscono” le nostre città. È un periodo fatto di parole e promesse, che nessuno sa se saranno mantenute, questo purtroppo fa parte della attuale “nostra” vita politica. Non voglio analizzare l’attuale situazione o esprimere un parere ma una speranza, per far ciò voglio prendere in prestito una parte del testo di La guerra del Peloponneso di Tucidide dove Pericle parla agli ateniesi.
Qui ad Atene, noi facciamo così. Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi, per questo è detto democrazia. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Ma in nessun caso si avvale delle pubbliche cariche per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e ci è stato insegnato a rispettare le leggi, anche quelle non scritte la cui sanzione risiede soltanto nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso. La nostra città è aperta ed è per questo che noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così.
È un testo che riguarda anche noi stessi ed il recente passato, ma è anche una speranza. La speranza che un giorno l’Italia sia più simile ad Atene. 3月4日 Stop al travestito tedesco parte secondaI costi della politica hanno occupato gran parte dell’informazione,creando indignazione nella società civile, tanto da divenire uno degli argomenti centrali della campagna elettorale alla ricerca di consensi al grido di tagli. Dal mio punto di vista operazioni di risparmio nella complessa e pesante macchina statale ce ne sono molte e possibili, ma non è di questo che mi occuperò. Voglio parlare del costo della Chiesa Cattolica per lo Stato Italiano e subito affermare che la Chiesa costa almeno quanto la “casta politica”. (n.d.r. quattro miliardi di euro, metà finanziaria 2007). L’Unione Europea ha aperto una commissione d’inchiesta su questi favori fiscali nell’ipotesi di “aiuti di stato” mascherati, ovviamente al Parlamento Europeo fa scalpore che uno Stato laico e di diritto favorisca e spesso sposi la linea del Vaticano senza un batter di ciglio, mi chiedo a questo punto se esiste una sudditanza psicologica nei confronti della Chiesa? Probamente esiste, nessun politico di spessore ha mai posto il problema e le uniche critiche sono state fatte da intellettuali cattolici come Vittorio Messori. Partendo dall’otto per mille,di cui spiegherò dopo il funzionamento,le voci di spesa sono varie,si passa dai settecento milioni di euro per convenzioni con enti di sanità e scuola,che per costituzione dovrebbero essere senza oneri statali, ai finanziamenti per i grandi progetti (tipo Giubileo o raduno di Loreto) ai mancati incassi dell’ici dalle innumerevoli proprietà eclesiastiche, esenzione di Irap ed Ires ed altri seicento milioni di euro di elusione fiscale legalizzata del mondo del turismo cattolico che muove da e per l’Italia quaranta milioni di persone ogni anno. Il totale di queste voci come già detto supera i quattro milioni di euro all’anno. Per quanto riguarda il funzionamento dell’otto per mille sull’Irpef si deve fare un salto temporale a metà degli anni ottanta quando,un fiscalista all’epoca di sinistra Giulio Tremonti consulente del governo di Craxi, assegna alla Chiesa Cattolica anche le donazioni non espresse. Tramite questa operazione, poiché il 60% degli Italiani lascia in bianco la “voce otto per mille” ,alla Chiesa Cattolica arrivano praticamente il 90% di fondi pari a circa un miliardo di euro. L’ingiustizia derivante da questa operazione è ovviamente palese ma c’è di peggio. Dal bilancio annuo dell’otto per mille redatto dalla Cei possiamo vedere come effettivamente vengono spesi i soldi, su cinque euro versati ne spendono UNO per interventi di carità all’estero o in Italia e il resto finisce nell’autofinanziamento. Da qui vengono tolti gli stipendi per i sacerdoti,le suore non prendono una euro, pari al 35% del totale ed il resto quantificabile in circa mezzo miliardo di euro viene distribuito all’interno della Chiesa senza nessun controllo. Probabilmente saranno utilizzati per pagare le campagne pubblicitarie, come quella del 2005 per lo tsunami dal costo di nove milioni di euro, peccato che poi a chi aveva veramente bisogno sono arrivati solo tre milioni di euro. La lista di agevolazioni è molto più ampia, ma vorrei concludere con due domande. Perché la Chiesa Cattolica,una religione come le altre,in Italia ha un peso specifico maggiore rispetto a tutte le altre? E perché in uno Stato laico come è quello Italiano i portatori di questa fede s’intromettono nella vita politica che dovrebbe riguardare tutti i cittadini Cattolici e no? Perché propongono revisioni di leggi solo nel nostro stato? |
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